Quando ci si rifiuta di fare del lirismo, riempire una pagina diventa un supplizio: a che serve scrivere per dire esattamente quello che si aveva da dire?
Quando non c'è niente di nuovo si riguardano le repliche.
O perlomeno le scene che ci sono piaciute.
Facebook e Blogger mi ricordano dei giorni di 4 anni fa.
13 per essere precisi, come quelli della crisi di Cuba, ma io non ero Kruscev e lei non era Kennedy.
In realtà lei era un'attrice, per quanto dilettante, poteva recitare qualsiasi ruolo.
Ma non è questa la parte che voglio rammentare.
C'è già un Telepass che lo fa, ogni volta che lo guardo.
E' quel momento in cui tutto sembra ricominciare che mi è piaciuto.
Quell'attimo quando l'universo decide di risarcirmi di tutto il dolore passato.
Fu un attimo, appunto.
Cosa sia successo in realtà non l'ho capito ancora e sinceramente non mi interessa più.
Il danno permanente è una certa sfiducia nelle mie coetanee che sarà dura cancellare.
Durissima.
Attualmente ho tanti altri fronti su cui combattere e sto perdendo su tutti.
Risalgo in disordine e senza speranza le valli che avevo disceso con orgogliosa sicurezza.
Questo è un blog personale, difficilmente scrivo di ciò che avviene nel mondo esterno, lo faccio solo in particolari ricorrenze.
Tipo l'undicisettembre.
Stavolta mi cimento anche per "il giorno della memoria".
Si, perchè domani in molti simuleranno una lacrimuccia pensando ad Auschwitz, Mathausen, San Sabba (TS).
Dico simuleranno perchè in questo continente, ancora, a troppi, gli ebrei piacciono solo il 27 gennaio.
Morti a milioni.
Mentre ci sarebbe da tener da conto anche quelli che ci sono ancora.
Fiumi di parole per le vittime di Charlie, trafiletti per quelle del giorno dopo in un negozio kosher.
La cultura ebraica è alla base di ciò che siamo oggi.
Non a caso si parla di tradizione giudaico-cristiana, con quel trattino che ne sottolinea la continuità.
Perchè "loro" concedevano lo shabbat (il giorno di riposo) anche agli schiavi, già migliaia di anni fa.
Perchè "loro" facevano studiare anche le donne, da sempre.
E a tutt'oggi ci vuole molto di più che parlar male della loro mamma perchè arrivino a tirarti un pugno.
Perchè "loro" amano la vita più della morte ed è questo che dovremmo reimparare anche noi.
Se avete coraggio, il video fa per voi.
Sono 5 minuti, niente di fronte all'eternità.
A pranzo con la bimba nell'agriturismo dei nostri amici.
Tutto normale, la cagnona che vuole coccole e porta il sasso per farselo lanciare.
Una mamma che insegue un bambino che preferisce l'altalena al pranzo.
Mia figlia che non si fa scappare l'occasione per giocarci insieme.
Scene conosciute.
Sorrido.
Però RTL Centodueecinque si fa sfuggire una canzone che ho legato ai giorni immediatamente successivi alla sua scomparsa.
Allora mi guardo in giro e la cerco ma non c'è.
La solita coltellata, conosciuta anche questa.
Poi un bip-bip di WhatsApp mi distrae ed è tutto finito.
Ha fatto male ma è stato più breve del solito.
Forse è un bene.
Chissà, magari prima o poi passa del tutto.
troppe verze, poca polenta.
Ok, è un post che stava bene sul Lato Grigio ma quello è chiuso e voglio che lo resti.
La prossima volta mi faccio un piattazzo di affettati e formaggi, verze basta.
Ci sono alcuni settori della vita a 2 di cui non ho parlato mai nel blog precedente, se non sfiorandoli e non ho intenzione di cominciare a scendere in particolari qui.
Soprattutto perchè questo lo leggono anche i miei figli ed un padre, a parte la battuta che può scappare ogni tanto da quando ormai sono grandi, questo aspetto lo tiene per se.
Però posso assicurare che sul medio-lungo periodo si vive male.
4 anni cominciano ad essere più lunghi che medi.
Non sono un monaco.
Mai stato.
Qualcuno, sia pur in buona fede, mi suggerisce di esternalizzare il servizio, pagando.
No, grazie, aspetterò ancora un po' prima di scendere questo gradino.
Per me resta un dono ed in quanto tale dev'essere gratis.
si, vabbè...
ep.II
Continua l'attività frenetica del gruppo Whatsapp citato precedentemente che poi ovviamente si è evoluto in gruppo FB.
Il tempo che pur mostra i suoi limiti come medico, funziona a perfezione nell'invecchiamento dei vini, ovviamente la base di partenza dev'essere buona.
Per cui nella mia vita sociale virtuale (l'unica che ho al momento) mi diverto con queste ritrovate bottiglie di Barolo [cit.]
Alla salute! (sic.)
Dopo quasi un mese non avevo ancora postato i Depeche Mode.
Questo brano datato 1981 capita a fagiolo.
Splendido, così minimal eppure complesso in quegli anni acquista nuove sfumature suonato decenni dopo.
Non c'è più Alan, suona il suo Peter Gordeno.
Martin molla la chitarra (per fortuna) e torna alle tastiere.
Al posto della drum-machine c'è Christian Eigner.
Dave... beh, Dave è anche lui un ottimo Barolo.
Quale giorno migliore di questo per elencare buoni propositi che mi attendo di disattendere al più presto?
1) per questo blog devo trovare un nuovo equilibrio di colori che si distacchi da quello più grigio che pur mi piaceva tantissimo. Ancora una volta mi trovo di fronte a dover organizzare qualcosa controvoglia, tanto apprezzavo la precedente. Qualcosa la salvo però.
2) varie & eventuali.
Finito. Voliamo bassi.
Le musiche le riutilizzo, per esempio. Anche molte foto. Tranne quelle in cui appare lei, sennò è inutile.
E niente puntini di sospensione rossi alla fine. Questo è difficile ma si fa. Devo.